S. -T. BONINO, Dieu. “Celui qui est” (De Deo ut Uno).

Dieu. “Celui qui est” (De Deo ut Uno) è un volume, ampio da ogni punto di vista, scritto dal padre domenicano Serge-Thomas Bonino, attualmente decano della Facoltà di Filosofia della Pontificia Università di San Tommaso a Roma, Presidente della Pontificia Accademia di San Tommaso e Segretario della Commissione Teologica Internazionale.

J. BAGGINI, Ateismo. Una brevissima introduzione

Julian Baggini è un giornalista e filosofo britannico di origine italiana, piuttosto famoso nel Regno Unito, dedito anche alla divulgazione delle tematiche ateistiche.
In questo piccolo volume, originariamente pubblicato dalla Oxford University Press nel 2003, si impegna in una presentazione di base di cosa l’ateismo.

A. NDRECA, Filosofia dello spazio urbano

Il libro di Ardian Ndreca, docente ordinario nella Facoltà di Filosofia della Pontificia Università Urbaniana, fa parte della collana “Percorsi di teologia urba- na”, curata da Armando Matteo ed ispirata programmaticamente alla indicazio- ne di papa Francesco “È necessario arrivare là dove si formano i nuovi racconti e paradigmi, raggiungere con la Parola di Gesù i nuclei più profondi dell’anima delle città” (Evangelii Gaudium, n. 74).

Riflessioni filosofiche su arte, religioni ed ateismo

Si analizza il rapporto tra arte e religioni, delineando la nozione di sistema d’arte. Si affrontano poi in modo specifico la contestazione del sistema d’arte cristiano avvenuta negli ultimi secoli, mediante meccanismi di revivals di vario tipo. Infine si analizzano forme d’arte contemporanea che si dichiarano atee. Nel mondo contemporaneo incontriamo molta arte piena di dei e contro Dio, oppure un’arte a cui manca Dio; un’arte che tra miscredenza e non credenza non riesce a trovare la giusta misura tra il significato e la sua forma, perché il sistema d’arte esprime sempre una visione del mondo, in modo tale che tra forma e contenuto c’è sempre una relazione biunivoca.

Giovani di poca fede

Sia i più recenti documenti ecclesiali sul mondo giovanile, quali Christus Vivit, sia le numerose indagini sociologiche, descrivono le giovani generazioni come disinteressate nei confronti della dimensione religiosa, verso la quale dimostrano, non ostilità, ma indifferenza: non abbracciano l’ateismo in senso classico, ma una forma debole di miscredenza. Le cause di questa situazione vanno cercate nel mondo degli adulti, nel quale si è diffuso il “giovanilismo”. Il giovanilismo degli adulti ha provocato il distacco degli adulti dalla realtà limitata e mortale della condizione uma- na, l’avvento di adulti postcristiani, e una sorta di attenzione quasi “religiosa” verso i bambini, considerati paragone di perfezione. I giovani, figli di questi adulti, immersi in un mondo tecnologico, risultano del tutto impermeabili alla pastorale, che andrebbe ripensata proprio per parlare a questa generazione, trovando il linguaggio di un umanesimo della prossimità e della donazione.

Dio dopo la metafisica? Riconsiderando le critiche alla metafisica di Heidegger e Carnap

In due delle principali tradizioni filosofiche contemporanee – fenomenologica e analitica – si è assistito nella seconda metà del secolo scorso ad una rinascita del discorso filosofico su Dio, che è venuto, però, a collocarsi al di fuori dei confini della metafisica tradizionale. Le critiche rivolte alla metafisica da Heidegger e da Carnap non hanno smesso di esercitare la loro influenza. Nell’articolo mi chiedo se sia davvero necessario per il pensiero contemporaneo proporre un discorso filosofico su Dio al di fuori dei confini della metafisica tradizionale. In virtù di un medesimo vizio di principio che, paradossalmente, si cela tanto dietro la critica di Heidegger quanto dietro quella di Carnap rispondo negativamente a questa domanda.

La natura e Dio secondo Spinoza. Alcuni rilievi critici da un punto di vista tomistico

L’autore illustra le nozioni fondamentali della filosofia di Spinoza (sostanza, Dio e natura) e sottolinea la loro origine nel contesto storico e culturale. Egli passa poi a evidenziare il presupposto della posizione spinoziana che è individuato nell’identità di essere e pensiero. Dal punto di vista tomistico, una tale posizione mostra molte debolezze, perché non riesce a cogliere una reale distinzione ontologica tra Dio e gli enti creati. Infatti, essa non considera adeguatamente che l’ente umano conosce a partire dall’ente reale e soltanto in questo modo può giungere a scoprire la distinzione tra essere ed essenza.

Il posto di Dio nella filosofia politica. Una meta-riflessione

Nell’accostarsi al tema di Dio, i discorsi contemporanei afferenti al settore della filosofia politica rivelano spesso una certa confusione di piani: sovente è promessa una trattazione filosofico-politica, salvo poi trovarsi di fronte a modelli procedurali, analisi sociologiche, o valutazioni teologiche. Le differenti prospettive sembrano intrecciarsi inestricabilmente, così che con fatica si distingue cosa appartenga all’una e cosa all’altra. Il presente contributo intende offrire alcune considerazioni che si spera possano servire la causa della chiarezza, attraverso la disamina dei modelli e delle prospettive implicite nei discorsi contemporanei, e la meta-riflessione circa le condizioni e le prospettive adeguate entro le quali è possibile parlare di Dio nella filosofia politica.

Dio come tema della filosofia. La prospettiva della filosofia della religione

La filosofia ha il compito di ricercare razionalmente la verità su tutta la realtà. In questa ricerca, Dio emerge come tema principalmente in due campi, direttamente nella teologia naturale che è la riflessione su Dio alla luce della ragione naturale, e indirettamente nella filosofia della religione in quanto Dio è l’oggetto dell’esperienza religiosa dell’uomo. Concentrandosi sulla filosofia della religione, questo saggio fa luce sulle principali correnti di pensiero nella filosofia contemporanea della religione, chiarisce il significato della religione e riflette su Dio come oggetto dell’esperienza religiosa dell’uomo e su come l’uomo soggettivamente fa l’esperienza del divino.

San Tommaso sulle ragioni dello “stolto”

Nella sua interpretazione del primo versetto del Salmo 13 (14) san Tommaso si rifà a sant’Anselmo. Nel Proslogion questi aveva voluto mostrare che chi nega l’esistenza di Dio è “stolto” perché cerca di pensare l’impensabile. Alla luce della teoria aristotelica della scienza e dell’uso fatto da san Bonaventura dell’argomento anselmiano, la questione diventa per san Tommaso se l’esistenza di Dio sia conoscibile immediatamente. Per lui non è così e per conoscere l’esistenza di Dio l’uomo deve interrogarsi sulla causa delle cose. Tuttavia, chi si accontenta di usare le cose, senza neppure provare a interrogarsi sulla loro causa, è “stolto”.

“Lo stolto ha detto nel suo cuore: non c’è Dio”: L’ateismo nel Salmo 14

La professione di fede del salmista biblico si consolida nella comprensione di ciò che le è opposto, ossia l’ateismo. Questi, nel salmo 14, ha due dimensioni che sono i due luoghi principali della rivelazione, cioè le due categorie dell’unica fede giudaica: il creato e la storia. Il presente articolo si sofferma sul primo, partendo dalla certezza biblica che originalmente, le opere sono di YHWH. I tre primi versetti del Salmo 14 alludono a un ateismo pragmatico in quanto processo di denaturalizzazione, ossia una corruzione ontologico-oblativa. Quindi l’ateismo non è semplicemente teorico, ma soprattutto etico, in questo senso il salmo mette in parallelismo la negazione de l’esistenza di Dio e l’agire bene.

Immanentismo e ateismo politico

El texto se desarrolla desde el análisis de la relación entre la concepción de la racionalidad y la afirmación-negación de Dios. Considera aun las premisas epistemológicas del ateísmo moderno, entendidas en el principio de inmanencia. Para pasar a examinar críticamente sea el ateísmo político de la modernidad sea el de la postmodernidad. El primero se presenta ejemplarmente en la teorización del Estado árbitro de lo justo y de lo injusto, como del bien y del mal. Mientras que el segundo se explica como negación activa, positiva o deconstructiva, del ser (de la política) en su determinación. Sobre tales supuestos, el ateísmo coincide con la antiontología de la política, y esta se convierte en una postontología. Tal inmanentización evacua el orden en la organización y el poder en la efectividad.

Il terrore di essere vivi e il senso del “quotidiano”

Quante volte non e stato scritto, dall’Illuminismo in poi, che il libero pensiero, il progresso della scienza e il dominio dell’uomo sulla natura (attraverso la scienza stessa e il prodigioso avanzamento tecnico) avrebbero liberato gradualmente ma infallibilmente l’uomo dal «peso» della religione, della superstizione, del fanatismo ed anche da un assurdo giudizio di condanna o di premio nell’oltratomba?

Bellezza, natura e arte nel pensiero di san Tommaso

Este estudio analiza la doctrina tomista relativa a los fundamentos del arte y de la belleza, y la relación que existe entre la belleza y el bien.
Aunque entre los intereses de Tomás de Aquino no se encuentra una doctrina artística completa, sin embargo diversos textos ofrecen claves muy valiosas para la presentación de una concepción orgánica del arte ordenado a la belleza y al bien.
La referencia a la naturaleza conocida es crucial para la producción de un arte auténticamente humano, como se puede notar en diversos ejemplos del pasado.
A continuación se discutirá sobre algunas implicaciones que se derivan de la posición tomista o, por el contrario, de una concepción relativista de los mismos.
Finalmente, se expone la utilidad del pensamiento de Tomás para un renovado realismo artístico.

Ordine naturale e caso secondo Tommaso d’ Aquino

Este estudio analiza la noción de orden en los textos de Tomás de Aquino. El orden natural es diferente del orden matemático, y está relacionado con la contingencia, multiplicidad, gradualidad. Tal noción de orden no está en contradicción con la realidad del azar, por el contrario, lo confirma. De hecho, se percibe el azar en cuanto es un grado inferior de orden. Si fuera desorden total, el azar no podría ser percibido.
El azar puede ser explicado solo en perspectiva teológica. Para Santo Tomás, la Providencia exige el azar. Para Dios nada es casual, pero para los seres humanos el azar es el espacio de la libertad humana y de los dones de Dios.

Amore e bellezza – contemplazione e compiacenza: riflessioni sulla base del pensiero di san Tommaso d’Aquino

Può sembrare interessante che con un’esperienza così intensa della nostra esperienza del bello, esso, in quanto tale, non venga assegnato a una speciale facoltà, di cui sarebbe l’oggetto proprio —come il bene (bonum) è per la volontà e il vero (verum) per la ragione. D’altra parte, tale intensità, insieme alla vicinanza dell’esperienza della bellezza, rispetto alla percezione del bene e del vero, suggerirebbe un coinvolgimento simultaneo di più facoltà, per spiegare la grande potenza con la quale il bello influisce su di noi. In effetti, da tempo è stato notato che la bellezza coinvolge sia la ragione che la volontà (pulchrum est quod visum placet) e così costituisce esperienze specifiche, come stupore, meraviglia, fascino.